Silvia Gaffurini nasce a Brescia nel 1965.

L’opera di Silvia Gaffurini è basata sull’atto di guardare oltre: è un profondo atto di penetrazione della sostanza del reale e contemporaneamente di rivelazione di quello che si cela oltre la superficie. Il suo lavoro racconta del flusso del tempo che non è sinonimo di  perdita assoluta  ma, al contrario,  diviene trasformazione continua, in una rinascita perpetua. Esponendosi con le proprie fragilità e trasformazioni, l’artista crea un parallelo  con le fragilità e le trasformazioni dell’arte, derivante dal rapporto da lei vissuto per anni  con le opere d’arte antiche nella sua carriera di restauratrice. Attraverso “tasselli” provenienti dall’arte classica, con l’applicazione di tecniche manuali, o l’uso di involucri di plastica, sovrapposti al medium della fotografia, le opere dell’artista  fotografa pongono l’accento sul continuo dialogo fra apparenza e contenuto, fra forma superficiale e ciò che si nasconde oltre.

 

The work by Silvia Gaffurini, born 1965, is based on the act of looking beyond: a penetrating act through the real substance and at the same time a revelation of what lies beneath the surface.

Her work is about the flowing of time, not as a synonym for absolute loss but as a constant evolution and a perpetual rebirth.

Exposing her own fragilities and evolutions, the artist develops a parallel with the fragilities and evolutions of art, thanks to the long term involvement with antique works of art she experienced in her previous career as a restorer.

Through the application of patches coming from classical paintings, the employment of manual techniques or the superimposition of plastic bags on the photograph, the artist’s work emphasises the continuous dialogue between content and superficiality, between the outward appearance.