SILVIA GAFFURINI nasce nel 1965

L’opera di Silvia Gaffurini è basata sull’atto di guardare oltre: è un profondo atto di penetrazione della sostanza del reale e contemporaneamente di rivelazione di quello che si cela oltre la superficie.

Il suo lavoro racconta del flusso del tempo che non è sinonimo di  perdita assoluta  ma, al contrario,  diviene trasformazione continua, in una rinascita perpetua.

Esponendosi con le proprie fragilità e trasformazioni, l’artista crea un parallelo  con le fragilità e le trasformazioni dell’arte, derivante dal rapporto da lei vissuto per anni  con le opere d’arte antiche nella sua carriera di restauratrice.

Attraverso “tasselli” provenienti dall’arte classica, con l’applicazione di tecniche manuali, o l’uso di involucri di plastica, sovrapposti al medium della fotografia, le opere dell’artista pongono l’accento sul continuo dialogo fra apparenza e contenuto, fra forma superficiale e ciò che si nasconde oltre l’essere donna.

Per non incorrere nella fragilità e nello smarrimento che inevitabilmente il tempo alimenta qualora ci si dimentica di un’opera d’arte, la suggestiva metafora  al femminile è l’invito alla “conservazione” di se stesse,  anche se in continua      trasformazione, in quanto dietro ogni possibile proiezione ideale di se, si cela la realtà vera.

 

 

The work by Silvia Gaffurini, born 1965, is based on the act of looking beyond: a penetrating act through the real substance and at the same time a revelation of what lies beneath the surface.

Her work is about the flowing of time, not as a synonym for absolute loss but as a constant evolution and a perpetual rebirth.

Exposing her own fragilities and evolutions, the artist develops a parallel with the fragilities and evolutions of art, thanks to the long term involvement with antique works of art she experienced in her previous career as a restorer.

Through the application of patches coming from classical paintings, the employment of manual techniques or the superimposition of plastic bags on the photograph, the artist’s work emphasises the continuous dialogue between content and superficiality, between the outward appearance and what lies hidden behind being a woman.

To avoid incurring in the sense of bewilderment and vulnerability inevitably attached to the passing of time when you neglect a work of art, the evocative metaphor aimed at women is to ‘preserve’ themselves, even while constantly evolving, as behind every ideal projection of oneself hides a piece of the real self.

 

 

SOLO SHOW

2017  InArte Werkkunst Gallery, Bergamo. 

2015  Spaziofarini6 Gallery, Milano.


2014  MIA Photo Fair  proposta MIA a cura di gigliola foschi 

 

EXPO FAIR

2018 MIA Photo Fair, Galleria Glenda Cinquegrana Art Consulting, Milano

2015 FOTOFEVER Paris, Carrousel du Louvre, Spaziofarini6 Gallery, Milano. 

 

MOSTRE COLLETTIVE SELEZIONATE 

2018  museo Musinf - archivio Italiano dell’autoritratto fotografico, a cura di Giorgio Bonomi, Senigallia,Ancona.

2018  museo dell'arte contemporanea- Corpi Seducenti, a cura di Giorgio Bonomi, Umbertide, Perugia.

2017  museo s.maria novella , Mostra Concorso EneganArt 2017,Firenze

 

 

2018 Poker di donne, Galleria Marzia Spatafora, Brescia 

 

2017  InArte Werkkunst Gallery, Bergamo. 

2017 InArte Werkkunst Gallery, Berlino. 

2016 InArte Werkkunst Gallery, Bergamo. 

2016  InArte Werkkunst Gallery,Padova.