biography
Silvia Gaffurini è un’artista multidisciplinare la cui ricerca nasce dall’esperienza nel restauro artistico, ambito che costituisce il nucleo fondativo della sua pratica. Da questa disciplina trae non solo un sapere tecnico, ma anche un’etica della responsabilità che orienta il suo lavoro verso una riflessione sulla cura, sulla memoria e sulla fragilità degli equilibri naturali. Le sue opere si sviluppano tra fotografia, scultura e installazione: immagini fotografiche riconfigurate attraverso collage digitali vengono tradotte nello spazio tridimensionale tramite tecniche come l’embossing e l’AI generativa e messe in dialogo con materiali che evocano la frammentazione e la complessità del presente.
Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Museo Cavallerizza – Centro della fotografia italiana di Brescia, Casa Regis – Centro d’arte contemporanea di Biella e il C ART Festival di Wuhan. Tra le mostre personali più recenti si segnalano Legacy Lamp (Garden Avenue Wuhan, China, 2025) Dall’Abbandono alla Rinascita (Galleria Gli Eroici Furori, Milano, 2024) e Tela d’Ombra (Spazio Moca - Museo Cavallerizza, Brescia, 2023). Le sue opere sono state acquisite dal Big House – Centro d’arte contemporanea di Wuhan, dal Museo Cavallerizza di Brescia e dal Musinf – Museo dell’Autoritratto italiano di Senigallia.
Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la finale al Premio Terna Driving Energy, al Premio Arteam Cup, al Premio New Post Photography e al Premio Irinox – Save the Food, oltre a menzioni e nomination in concorsi internazionali come i Fine Art Photography Awards e gli ND Awards.
Silvia Gaffurini is a multidisciplinary artist whose research originates from her experience in art restoration, a field that constitutes the foundational core of her practice. From this discipline she draws not only technical expertise, but also an ethic of responsibility that guides her work toward a reflection on care, memory, and the fragility of natural balances. Her works develop across photography, sculpture, and installation: photographic images reconfigured through generative AI are translated into three-dimensional space through techniques such as embossing and placed in dialogue with materials that evoke the fragmentation and complexity of the present.
Her work has been presented in solo and group exhibitions in Italy and abroad, including at the Palazzo delle Esposizioni in Rome, the Museo Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana in Brescia, Casa Regis – Centro d’Arte Contemporanea in Biella, and the C ART Festival in Wuhan. Among her most recent solo exhibitions are Legacy Lamp(Garden Avenue, Wuhan, China, 2025), Dall’Abbandono alla Rinascita (Galleria Gli Eroici Furori, Milan, 2024), and Tela d’Ombra (Spazio MoCA – Museo Cavallerizza, Brescia, 2023).
Her works have been acquired by the Big House – Contemporary Art Center in Wuhan, the Museo Cavallerizza in Brescia, and the Musinf – Museo dell’Autoritratto Italiano in Senigallia.
Over the years she has received numerous recognitions, including finalist positions for the Terna Driving Energy Award, the Arteam Cup Prize, the New Post Photography Award, and the Irinox – Save the Food Prize, as well as mentions and nominations in international competitions such as the Fine Art Photography Awards and the ND Awards.
ARTIST STATEMENT
Il restauro artistico costituisce il nucleo fondativo della mia ricerca artistica multidisciplinare.
Dalla professione di restauratrice attingo non soltanto un sapere tecnico, ma anche un’etica della responsabilità che eccede i confini disciplinari e si estende alla salvaguardia degli equilibri naturali. La mia pratica si configura così come una poetica di restauro ecologico: un approccio fondato su conservazione, cura, conoscenza e visione a lungo termine, che si inscrive in una sensibilità post-umanista.
In questa prospettiva, l’umano è chiamato a ridefinire il proprio ruolo, assumendo una posizione decentrata e relazionale, consapevole della fragilità degli ecosistemi e della necessità di superare l’idea di sé come misura unica del mondo.
La mia ricerca si orienta verso l’atto del riparare, inteso come pratica generativa: rendere visibili nuove prospettive per riattivare memorie silenziose e trasformare la traccia in possibilità.
Costruisco immagini che dialogano con la scultura e con l’installazione, aspirando a diventare corpi sensibili e relazionali.
Lavoro con fotografie riconfigurate attraverso collage digitali che vengono tradotte nello spazio tridimensionale tramite tecniche come l’embossing e l’AI generativa e messe successivamente in dialogo con materiali che evocano la frammentazione e la complessità del presente. Nel segno della cura, non soltanto verso ciò che è già rovina ma soprattutto verso ciò che rischia di diventarlo, la mia opera si propone come esercizio di responsabilità, pratica di fiducia e atto di consapevolezza condivisa.
Art restoration constitutes the foundational core of my multidisciplinary artistic research.
From my profession as a conservator-restorer I draw not only technical knowledge, but also an ethic of responsibility that exceeds disciplinary boundaries and extends to the safeguarding of natural equilibria. My practice thus takes shape as a poetics of ecological restoration: an approach grounded in conservation, care, knowledge, and long-term vision, situated within a posthumanist sensibility.
Within this perspective, the human is called to redefine their role, assuming a decentered and relational position, aware of the fragility of ecosystems and of the necessity to move beyond the idea of the self as the sole measure of the world.
My research turns toward the act of repairing, understood as a generative practice: making visible new perspectives in order to reactivate silent memories and transform traces into possibilities.
I construct images that enter into dialogue with sculpture and installation, aspiring to become sensitive and relational bodies.
I work with photographs reconfigured through generative AI and subsequently translated into three-dimensional space through the technique of embossing, accompanied by materials that evoke fragmentation and contemporary complexity.
In the name of care—not only toward what is already in ruin, but above all toward what risks becoming so—my work proposes itself as an exercise in responsibility, a practice of trust, and an act of shared awareness.
GOFFRATURA
L’immagine visiva si evolve dallo scatto fotografico iniziale in una rappresentazione “ricostruita”, in cui l’intervento manuale del disegno conferisce autenticità e personalità all’opera. Attraverso la tecnica della goffratura, l’incisione a rilievo, i miei pensieri assumono una forma tangibile, rivelandone la dimensione fisica.
EMBOSSED DESIGN
By adding hand-drawn elements, I bring authenticity and a personal touch to my AI-generated digital works. Through the technique of embossing, I give physical form to my thoughts, making them tangible and tactile.
INSTALLAZIONE
Il mio lavoro si sviluppa attraverso la tridimensionalità, esplorando lo spazio mediante l’utilizzo di elementi di recupero, strumenti di sperimentazione e manipolazione dei materiali, alla ricerca di forme alternative di espressione artistica e sensoriale.
INSTALLATION
My work develops through three-dimensionality, exploring space through the use of reclaimed materials as tools for experimentation and material manipulation, in search of alternative forms of artistic and sensory expression.
AI GENERATIVA
Gli algoritmi generativi di intelligenza artificiale hanno ridefinito la cultura visiva e il mio obiettivo è quello di cercare, attraverso una prospettiva alternativa, un’alleanza significativa che mi permetta di esplorare dimensioni visive altrimenti inaccessibili.
AI GENERATIVE
Algorithms have reshaped visual culture, and my goal is to seek, through an alternative perspective, a meaningful alliance, one that allows me to explore visual dimensions that would otherwise remain inaccessible.