Plastic Bag

Nella mia professione di restauratrice l'opera d'arte è un oggetto molto speciale perché è fragile, delicata e spesso molto antica. Se non la proteggiamo il rischio è l'inevitabile consunzione e perdita. Allo stesso modo la femminilità, intesa nel senso più ampio, può essere persa, nascosta e trascurata. A volte, ci dimentichiamo di noi stesse e della nostra unicità per seguire le mode del momento mettendo da parte la nostra vera identità. Appeso ad una gruccia e sbattuto in vetrina, la donna, che interpreto in autoscatto, appare prigioniera di una dimensione ready to wear, in una confezione incellofanata messa sullo scaffale dei desideri di consumo. In queste opere il mio discorso sul corpo della donna si fa politico e critico nei confronti del sistema di produzione dei simboli estetici legati al femminile. Collocando le scarpe rosse sotto l’orlo del vestito vorrei ricordare che quella donna di cui vedete solo il lato superficiale non è solo immagine, ma è vero corpo, con i suoi limiti e i suoi difetti. Pennellate dipinte possono  diventare una gonna, linee disegnate liberamente si trasformano in un vestito. La femminilità, come l'arte è qualcosa di libero, unico e prezioso, che va preservato, curato e custodito con attenzione.

Inkjet print - carta da calco trasparente 
china nera - busta di cellophane - struttura in metallo 
cm 70 x cm 100
serie di 9 - edizione limitata a 5 copie
anno 2017/2018 

Plastic Bag #1

Plastic Bag #3

Plastic Bag #5

Plastic Bag #7

Plastic Bag #9

Plastic Bag #2

Plastic Bag #4

Plastic Bag #6

Plastic Bag #8